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10 - 13 giugno 2011 - Festival di Pentecoste di Salisburgo


Salisburgo, HAUS FÜR MOZART
10 e 12 giugno 2011, ore 19.30
I due Figaro
Melodramma buffo in due atti (1826)
Libretto di Felice Romani tratto dalla commedia Les deux Figaro ou le sujet de comédie
di Honoré-Antoine Richaud Martelly

musica di Saverio Mercadante

direttore Riccardo Muti
regia Emilio Sagi
scene Daniel Bianco
costumi Jesús Ruiz

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

nuova produzione
coproduzione Salzburger Festspiele, Ravenna Festival, Teatro Real di Madrid

Saverio Mercadante, insieme a Bellini il maggiore esponente della Scuola napoletana dell'Ottocento, scrisse I due Figaro nel 1826 per il suo debutto a Madrid, dove fu fino al 1831 il direttore dei teatri d'opera reali. A causa di problemi con la censura la prima rappresentazione dell'opera ebbe luogo solo nel 1835. Il libretto riprende e sviluppa la storia di Figaro e del Conte d'Almaviva: Figaro nel frattempo è divenuto il vero padrone del castello e cerca di combinare le nozze della figlia del Conte con uno dei suoi compari, per spartirsi poi con lui la ricca dote. Tuttavia non ha fatto i conti con Cherubino, che nel frattempo è divenuto un vero eroe adulto e che arriva al castello travestito e sotto il falso nome di Figaro ...


Salisburgo, FELSENREITSCHULE
13 giugno 2011, ore 11.00
Requiem in do minore
musica di Luigi Cherubini

direttore Riccardo Muti
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Il Requiem in do minore di Luigi Cherubini, scritto nel 1816 per una funzione liturgica in ricordo dell'uccisione di Luigi XVI, costituisce uno dei vertici della musica sacra di tutti i tempi. Ben lungi dalla pura esteriorità, Cherubini fonde nella sua composizione la magistrale padronanza della tecnica polifonica e una sentita interpretazione del testo, insieme a una grande profondità espressiva, rinunciando all'impiego di voci solistiche. Tra i molti compositori che nel passato hanno apprezzato il Requiem in do minore di Cherubini figura anche Beethoven, il cui funerale fu accompagnato proprio da questa composizione.


Da Napoli al futuro
Mercadante e Cherubini come finale

Per la quinta e ultima volta nel 2011 la Scuola napoletana caratterizzerà il programma del Festival di Pentecoste di Salisburgo. «Quello che facciamo ha sempre a che vedere con la Scuola napoletana e ha inoltre un punto di contatto con Vienna. Oggi si dimentica spesso che nel Settecento, ma anche in seguito, Vienna e Napoli erano strettamente connesse». Lo ha ricordato ancora una volta Riccardo Muti, riferendosi alle premesse storiche del suo progetto per Salisburgo «Napoli - Metropoli della memoria», concepito inizialmente per un triennio e alla fine prolungato a cinque anni.
Per l'ultima tappa del suo viaggio musicale il Maestro Muti, tanto nel caso dell'opera quanto della musica sacra, che tradizionalmente conclude il Festival di Pentecoste, ha scelto musiche di compositori «che provengono sì dalla Scuola napoletana, ma che tuttavia vanno già in direzione di Donizetti, Bellini e persino del giovane Verdi»; si tratta del melodramma buffo I due Figaro di Saverio Mercadante e del Requiem in do minore di Luigi Cherubini.

«Mercadante è una componente essenziale di questo ponte che va dalla tradizione napoletana verso il futuro», come spiega Muti per indicare l'importanza per la storia della musica di Mercadante, un compositore nato nel 1795 in Puglia e che ebbe successo nei principali teatri d'opera italiani, ma anche al Kärntnertortheater di Vienna, in Spagna e in Portogallo, e a cui Rossini commissionò un'opera per il Théâtre Italien di Parigi di cui era il direttore. Dal 1840 fino alla morte, avvenuta nel 1870, Mercadante fu inoltre direttore del conservatorio di Napoli.
I manoscritti de I due Figaro sono conservati a Madrid e a Napoli. Muti descrive l'opera come «una composizione non esclusivamente comica», nella quale compaiono gli stessi personaggi de Le nozze di Figaro di Mozart. Il titolo dell'opera, il cui libretto è stato scritto da Felice Romani, è dato dal fatto che Cherubino compare qui con il nome di Figaro. Dal punto di vista stilistico Mercadante si rifà a Rossini; tuttavia la partitura è pervasa anche da movimenti di danza spagnoli, come il bolero e il fandango, che preludono agli sviluppi futuri della musica iberica, ad esempio a Manuel de Falla.

«La sua musica scaturisce dal suo animo. Non c'è una sola nota che sia stata scritta solo per impressionare qualcuno», dice Riccardo Muti di Luigi Cherubini. «Per Beethoven era il più grande compositore del tempo, mentre Schumann era dell'opinione che se avesse dovuto dirigere un Requiem avrebbe scelto senz'altro quello in do minore di Cherubini». Il suo collega Adolphe Adam chiamò Cherubini il «Palestrina dell'Ottocento», non da ultimo per via di quella «Messe des morts» scritta per celebrare l'anniversario dell'uccisione di Luigi XVI ed eseguita nel 1817 nella cattedrale di Saint-Denis nei pressi di Parigi.
Per varie ragioni il Requiem in do minore costituisce un finale napoletano. Da un lato l'evoluzione stilistica di Cherubini, nato a Firenze e morto a Parigi, sarebbe inconcepibile senza l'influenza della Scuola napoletana. Dall'altro Riccardo Muti fa parte di quei direttori d'orchestra che si sentono particolarmente legati alla musica di questo compositore. E non da ultimo l'orchestra giovanile intitolata a Luigi Cherubini e fondata da Muti ha eseguito sin dall'inizio una buona parte delle opere e dei concerti di questi Festival di Pentecoste caratterizzati dalla presenza di musiche napoletane.

Walter Dobner

http://www.salzburgerfestspiele.at/