Al via l’ottava edizione de “La musica senza barriere” con le formazioni da camera dell’Orchestra Cherubini
Se un’orchestra è uno dei più alti esempi di società civile, perché non fare di questo spirito la forza motrice di un progetto dedicato a chi non può varcare la soglia di un teatro o un auditorium? Dal 2019, La musica senza barriere vede le formazioni da camera dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini portare la musica dove è più grande il rischio di rimanere esclusi dall’esperienza della cultura e della bellezza – dove le fragilità della malattia, della disabilità e dell’età sembrano una barriera insormontabile. Anche quest’anno, tra aprile e ottobre, l’ottava edizione della rassegna include una trentina di appuntamenti in luoghi destinati al volontariato, alla cura e al recupero delle persone. Attraverso quattro province – Ravenna, naturalmente, ma anche Forlì-Cesena, Rimini e Ferrara – la mappa de La musica senza barriere cresce e germoglia con pagine musicali preziose, da Beethoven e Haydn a Schubert, Rossini, Piazzolla, Berio… Il raccolto è la gioia di chi ascolta, non più prigioniero del silenzio.
Si ringraziano il Ministero della Cultura, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna; l’iniziativa si realizza con il sostegno di Crédit Agricole Italia e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
La musica non è solo un atto estetico, ma anche etico”: Riccardo Muti aveva risposto così a chi lo interrogava sui motivi di un concerto nel carcere di Ravenna, nell’agosto del 2018. Una lezione che i giovani dell’orchestra da lui fondata e diretta hanno fatto propria a partire dall’anno seguente, raccogliendo il testimone con La musica senza barriere. Perché la musica sia un diritto inalienabile e un conforto offerto a tutti. Anche quest’anno gli appuntamenti vedono impegnata una varietà di formazioni: trio e quartetto d’archi, quintetto di ottoni e quintetto di fiati, duo di violini… La nascita di questi gruppi di camera, per volontà degli stessi ragazzi e su invito del loro mentore, mira a sviluppare e perfezionare l’affiatamento dei singoli grazie all’attività cameristica, che consente di approfondire ulteriormente il rapporto dialettico fra gli elementi dell’orchestra.

