Alla Reggia di Caserta per Haydn

martedì, 15 Dicembre 2020

L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e Riccardo Muti hanno raggiunto la Reggia di Caserta per registrare con le telecamere di Rai, in assenza di pubblico, l’esecuzione de Le sette ultime parole di Cristo sulla croce di Franz Joseph Haydn. Il concerto nel teatro di corte della Reggia – un appuntamento reso possibile dalla collaborazione fra Ravenna Festival e Regione Campania, attraverso Scabec, in collaborazione con la direzione della Reggia, il MiBACT e con la partecipazione di Rai – sarà trasmesso su Rai 5 domenica 17 gennaio alle 21.15. Il concerto sarà preceduto da un breve intervento di presentazione di Massimo Cacciari, che proprio con Muti ha recentemente pubblicato per la casa editrice il Mulino una conversazione dedicata all’opera di Haydn e alla Crocifissione di Masaccio esposta al Museo di Capodimonte.

[guarda il servizio su Euronews]

È la prima volta che Muti dirige in quel piccolo gioiello di ori, stucchi e velluto che è il teatro di corte della Reggia, dove gli era stato però conferito, nel 1998, il premio internazionale Vanvitelli, riconoscimento per personalità del mondo dell’arte e della cultura. “Questo è un luogo unico che chiamare teatrino è riduttivo – sottolinea Muti –Anche l’acustica è straordinaria. Un concerto alla Reggia di Caserta è una combinazione di musica, natura, scultura, arte, bellezza: le ragioni per cui l’umanità dovrebbe esistere. In questa sala meravigliosa si ripresenta l’emozione di essere immersi tra la storia e la bellezza, come è stato a Paestum”. A luglio Muti ha infatti diretto la Cherubini e musicisti siriani nell’Eroica di Beethoven nel Parco Archeologico di Paestum, secondo concerto, dopo quello di Ravenna, dedicato alla Siria nell’ambito dell’annuale progetto di Ravenna Festival Le vie dell’Amicizia.

Il teatro di corte della Reggia di Caserta non è soltanto il simbolo dello sfarzo della corte partenopea dell’epoca, ma anche la prova di come i reali non intendessero privarsi del valore educativo, formativo e politico del teatro, sia come svago che come strumento di propagazione della cultura. Il Teatro fu inaugurato il 22 Gennaio del 1769 quando le magnifiche sale decorate accolsero l’arrivo di principi stranieri, sovrani e ambasciatori per festeggiare il matrimonio di Ferdinando IV di Napoli e Maria Carolina d’Asburgo Lorena. Una notevole collezione di libretti d’opera del periodo – oggi conservati presso la Biblioteca palatina negli appartamenti Reali – testimonia l’amore per la musica dei sovrani consorti.

Figlio del celebre vedutista Gaspar van Wittel, l’architetto Luigi Vanvitelli, cui si deve il progetto dell’intero complesso palaziale, non mancava alle serate del teatro San Carlo e del Fiorentini di Napoli, ambienti che gli permisero di affinare le conoscenze delle specifiche caratteristiche e tecniche di questi luoghi. L’area partenopea era da decenni all’avanguardia in materia di edifici teatrali ed è emblematico che alla morte dell’architetto nel 1773 l’unico ambiente della fabbrica completato sotto la sua direzione fosse proprio il Teatro di Corte. Ubicato a pian terreno nel lato occidentale della Reggia, il Teatro è caratterizzato da una classica pianta a ferro di cavallo per una capienza di 450 posti. Sontuosamente decorato con ornamenti ed elementi allegorico-celebrativi che alludono alla casa regnante, il Teatro fu realizzato in modo che potesse aprirsi sul fondo verso il parco della Reggia in caso di necessità sceniche. Un ingresso riservato consentiva invece al re di accedere direttamente al palco reale.